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Gabriele De Veris (ospite) 17 Nov 2016 21:23
in discussione Hidden / Per page discussions » Revisione Statuto (ex riunione CEN del 20 ottobre 2016)

Grazie per il lavoro svolto. Credo che la maggior parte delle modifiche proposte siano dovute, anche in conseguenza dell'evoluzione di altre normative. l'articolo sul segretario generale è quello più aperto alla discussione, ma mi sembra che la formula proposta sia quella più adeguata

da Gabriele De Veris (ospite), 17 Nov 2016 21:23
Francesca Carnevale (ospite) 16 Nov 2016 11:17
in discussione Hidden / Per page discussions » Revisione Statuto (ex riunione CEN del 20 ottobre 2016)

art. 19 (voce Segretario generale) e art. 24 Segretario generale
ritengo che l'art. 19 "Nomina o conferma un Segretario generale, scelto al di fuori dello stesso, iscritto all’AIB" vada corretto solo per la parte relativa al dovuto emolumento, e l'incarico, vedi art. 24, non deve essere inteso come assunzione sia pur a tempo determinato con la qualifica di dirigente, le casse dell'associazione confermano che non ci sono le condizioni finanziarie perché ci sia un'assunzione così onerosa, vista l'attuale legislazione sul lavoro, vi è poi il parere negativo espresso dall'assemblea novembre 2015 di cui va tenuto conto.

da Francesca Carnevale (ospite), 16 Nov 2016 11:17
Elena Ricci (ospite) 15 Nov 2016 18:19
in discussione Hidden / Per page discussions » Revisione Statuto (ex riunione CEN del 20 ottobre 2016)

In altre circostanze è stato possibile esprimere un parere per posta, in questo caso non potendo partecipare all'Assemblea a Roma, mi rimetterò alla decisione finale dei presenti.

da Elena Ricci (ospite), 15 Nov 2016 18:19
Erica Mariani (ospite) 06 Nov 2016 16:00
in discussione Hidden / Per page discussions » Manifesto per l'Information Literacy

Buongiorno,
leggo con interesse questo prezioso documento; ciò che personalmenente non mi aspettavo è che l'espressione divario digitale, o digital divide, o DD (dato che al momento buona parte delle espressioni è resa in inglese o sotto forma di acronimi) non viene utilizzata neppure una volta, e mi domando quale sia il motivo dato che è un concetto strettamente connesso all'alfabetismo informativo. E, se l'aspetto del divario digitale inteso come mancanza di competenza nel recupero, valutazione, organizzazione e uso eticamente corretto dell'informazione è fortemente presente in tutto il documento, credo rappresenti una carenza non fare riferimento anche a ciò che ne costituisce una premessa indispensabile, ovvero la questione dell'accesso.
Inoltre, mi viene il timore che il Manifesto dia per assodate conoscenze, anche solo terminologiche, che forse non tutti possiedono, neppure tra i professionisti che a vario titolo operano a stretto contatto con l'informazione e con gli strumenti ad essa connessi; anche per questo, anche io, come è stato già suggerito, limiterei il più possibile i termini stranieri e gli acronimi.

Grazie,
Erica Mariani
(socia AIB, redattrice per SegnaWeb)

da Erica Mariani (ospite), 06 Nov 2016 16:00
Maria Spanovangelis (ospite) 04 Nov 2016 19:39
in discussione Hidden / Per page discussions » Manifesto per l'Information Literacy

Concordo con l'osservazione generale di Marquardt. Mi piacerebbe veder usare i corrispettivi italiani di una terminologia se questa può trovare un'opportuna traduzione. Aggiungo anche che, quando uso IL perchè abituata a sentirla citare così dai bibliotecari, non mi rendo conto che molti - al di fuori del settore - travisano come mi ha fatto notare una collega. Mi ha segnalato che lei aveva pensato ad alfabetizzazione informatica mentre illustravo un corso AIB e se un'altra collega non le avesse precisato che si trattava, invece, di competenza informativa non avrebbe mai scelto di iscriversi!!!
Per altro mi riservo di rivedere il contenuto e comunque è stata un'iniziativa molto importante, grazie

da Maria Spanovangelis (ospite), 04 Nov 2016 19:39
Luisa MARQUARDT (ospite) 01 Nov 2016 16:51
in discussione Hidden / Per page discussions » Manifesto per l'Information Literacy

Un consiglio generale: ridurrei il più possibile il ricorso all'inglese e agli acronimi.
Espliciterei la scelta: se "Information Literacy" o "alfabetismo informativo" (propenderei per il secondo. In fondo i paesi "non parlanti inglese" hanno l'equivalente nella propria lingua, es. Informationskompetenz).
Nel testo che segue si è persa la formattazione di alcuni suggerimenti proposti (ora riprovo a inserirli nel testo condiviso)

IL:Manifesto
I commenti sono benvenuti -entro il 31/10/2016 - attraverso il Forum di discussione sul Manifesto. Non potranno essere presi in considerazione commenti senza la firma e la tipologia professionale di afferenza.
1. Perché questo Manifesto: verso una comunità di specialisti dell'informazione aperta, inclusiva e accogliente
2. Chi non ha memoria non ha futuro
3. Definizioni
4. Information Literacy come parte di una costellazione più ampia
5. L’Information Literacy contro l'analfabetismo funzionale
6. Declinare l’Information Literacy in un sistema informativo complesso
7. Manifesto come documento aperto e non prescrittivo
8. Il ruolo delle biblioteche
9. Che fare
10. Dall'advocacy al partenariato attivo: aprirsi alle comunità diffuse dei lavoratori dell'informazione
11. Iniziative di Information Literacy: focus, contenuti, destinatari prioritari e obiettivi

1. Perché questo Manifesto: verso una comunità di specialisti dell'informazione aperta, inclusiva e accogliente
La comunità bibliotecaria, pur mantenendo proprie peculiari specificità professionali, fa parte della comunità più ampia dei professionisti lavoratori dell'informazione e della comunicazione: archivisti, operatori dei musei, educatori, documentalisti information specialist , autonomi o incardinati in differenti strutture e organizzazioni (pubbliche e private, for-profit e non-profit).
Questo Manifesto interpella e si rivolge a tali figure tutti questi profili professionali promuovendo una conversazione orizzontale su buone prassi, sollecitando partenariati su progetti ad hoc, un confronto aperto e la messa in comune di prospettive, esperienze e attività.
L’Information literacy è un diritto di base per i cittadini1
L'information literacy come attività e come servizio trova le sue radici, per le biblioteche italiane, nelle azioni di selezione dell’informazione, di reference e di educazione all’informazione.
2. Chi non ha memoria non ha futuro
L'AIB, come associazione professionale dei bibliotecari italiani, inizia una riflessione che pone il diritto all'informazione e i servizi informativi al centro dell'attività delle biblioteche con le Tesi di Viareggio del 1987. Questo quadro teorico operativo ha generato iniziative come, ad esempio, i repertori DFP (Documentazione di fonte pubbica in rete) e Segnaweb.
Da allora il supporto a iniziative di Information Literacy è tra le attività fondamentali dell’associazione, mediante l’aggiornamento professionale, la creazione di un gruppo di studio dedicato e la presenza di un delegato in ambito IFLA (IL Section).
L'avvento dell'Internet ubiquo e di massa, delle reti sociali e delle piattaforme per la produzione collaborativa dei contenuti comporta delle discontinuità del panorama informativo e sollecita uno sviluppo ulteriore nel solco di quella riflessione.
3. Definizioni
Definizione UNESCO/IFLA di Media Information Literacy fatta propria dal Governing Board dell'IFLA, nel suo meeting a L’Aia (Olanda), il 7 Dicembre 20112:
“La competenza mediale e informativa consiste nella conoscenza, nelle attitudini, nell'insieme delle abilità necessarie per riconoscere quando e che tipo di informazione è necessaria; dove e come ottenere quell'informazione; come valutarla criticamente e organizzarla una volta trovata; e come usarla in un modo etico.
Il concetto si estende al di là delle ICT per includere l'apprendimento, il pensiero critico, e le abilità interpretative attraverso e oltre i confini professionali e educativi. La competenza mediale e informativa comprende tutti i tipi di risorse informative: orali, scritte, digitali”.
Definizione di Information Literacy delle Linee guida dell’Agenzia per l’Italia digitale (AGID)3:
“l’insieme di abilità, competenze, conoscenze e attitudini che portano il singolo a maturare nel tempo, durante tutto l’arco della vita, un rapporto complesso e diversificato con le fonti informative: i documenti e le informazioni in essi contenuti. Queste fonti devono essere comprese indipendentemente dal mezzo attraverso cui le informazioni sono veicolate. L’obiettivo finale del loro impiego deve essere la creazione di nuova conoscenza per sé e per gli altri, agendo criticamente rispetto alle informazioni. In sintesi la competenza informativa prevede la capacità di riconoscere un bisogno informativo, ricercare, valutare, utilizzare le informazioni in modo consapevole per creare nuova conoscenza”.
Il Gruppo di studio nazionale sull'Information literacy dell'AIB riconosce l'opportunità di aprire una riflessione condivisa su una definizione operativa e agile di Information Literacy, complementare a quelle prodotte da IFLA e AGID, che rifletta le peculiarità dello scenario italiano e europeo.
4. Information Literacy come parte di una costellazione più ampia
Siamo consapevoli che l'Information Literacy fa parte di una costellazione più ampia che include literacy (competenze) necessarie [ sarebbe meglio sostituire con: alfabetismi necessari ] per “esercitare i propri diritti civili politici economici sociali e culturali; acquisire e applicare nuove competenze, arricchire la propria identità ed espressione culturale, partecipare al processo decisionale ed alla vita di una società civile attiva e impegnata”4
La pluralità delle literacy [ degli alfabetismi ] allude [ o, piuttosto, implica ?] a una comprensione ampia e dinamica del contesto cognitivo e dell’ambiente informativo in cui si è immersi.
Di questa costellazione, in modo non esaustivo, oltre all'Information Literacy fanno parte: Digital literacy5, Media Literacy, Transliteracy6, Metaliteracy7, Civic Literacy, Health Literacy, Financial Literacy, Functional Literacy…
5. L’Information Literacy contro l'analfabetismo funzionale
Secondo l'OCDE8 ci sono competenze di base dette “key information-processing competencies” [secondo me è meglio usare l’italiano: “competenze chiave di trattamento dell’informazione”] che concernono l'interesse, l'attitudine e l'abilità degli individui ad utilizzare in modo appropriato gli strumenti socio-culturali, tra cui la tecnologia digitale e gli strumenti di comunicazione, per accedere a, gestire, integrare e valutare informazioni, costruire nuove conoscenze e comunicare con gli altri, al fine di partecipare più efficacemente alla vita sociale9.
La carenza o l'impossibilità di usare in modo efficiente queste competenze di base genera l'analfabetismo funzionale, cioè l'inabilità a elaborare e comprendere [parrebbe più logico: comprendere ed elaborare] in modo critico le informazioni.
Le competenze informative giocano anche un ruolo importante nella vita quotidiana, influenzando lo stato di salute, la consapevolezza politica, la partecipazione attiva e consapevole alla vita pubblica.
Secondo una ricerca dell'OCDE10 le competenze linguistiche e matematiche degli adulti italiani sono tra le più basse nei paesi OCDE.
Le iniziative di Information Literacy, contrastando l'analfabetismo informativo, contribuiscono a ridurre l’analfabetismo funzionale nelle sue differenti dimensioni e contesti.
6. Declinare l’Information Literacy in un sistema informativo complesso
Si ritiene che i progetti e le attività di IL debbano tenere conto della complessità dell'ecosistema informativo e in particolare degli aspetti seguenti (non esaustivi):
Informazione come bene
L'informazione prodotta e scambiata rientra nella catena del valore, sia come prodotto offerto a individui e organizzazioni dai grandi produttori e aggregatori di dati e documenti, sia sotto forma delle informazioni disaggregate che noi conferiamo, in Rete e nei media sociali [è ambiguo: si intende social network o media che si occupano di sociale?].
Granularità dell'informazione
L'ecosistema informativo è l'insieme dei contenuti, dei dati e delle informazioni che ci circondano e che emergono alla nostra attenzione in modo granulare, separati cioè dal loro contesto.
Un approccio consapevole all'informazione implica l’identificazione del paratesto e la ricostruzione del contesto in cui l'informazione è prodotta.
Pluralità degli attori in gioco
Gli attori in gioco nell'ecosistema informativo sono molteplici e rispondono a differenti interessi e prospettive su scala globale e complessa: gli Autori (singoli, Enti privati o pubblici, Organizzazioni Internazionali, Amministrazioni pubbliche), l’Editoria, i grandi produttori e aggregatori di contenuti (Amazon, Apple); le piattaforme di disintermediazione (motori di ricerca: Google, Bing etc.); le piattaforme social di condivisione e produzione di contenuti for-profit(Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest etc.) e non-profit (Wikipedia, HatiTrust, Internet Archive), i Consumatori (singoli o organizzazioni), i Mediatori di informazione (bibliotecari, documentalisti information specialist, archivisti).
Contestualità dell’autorevolezza
L'autorevolezza è “risultato di una costruzione” in quanto diverse comunità possono riconoscere differenti tipi di autorevolezza. E’ “contestuale” nel senso che il bisogno informativo può aiutare a determinare il livello di autorevolezza richiesto11
IL come capacità di partecipare attivamente in modo responsabile competente e informato alle conversazioni e alla costruzione di nuova conoscenza
Essere information literate [competente nell’informazione] significa non solo essere in grado di cercare, ottenere e usare l'informazione necessaria ma anche essere produttori consapevoli di informazione. Da questo punto di vista la qualità dell'ecosistema informativo dipende anche dalla responsabilità e dai comportamenti individuali che ciascuno di noi adotta quando genera contenuti e li immette in un contesto digitale.
Pluralità dei contesti e modularità della IL
Le competenze informative per ricercare ottenere gestire e produrre informazione e per produrre contenuti in modo consapevole sono plurali e specifiche a seconda dei contesti e degli ambiti in cui sono applicate: nella vita quotidiana, in ambito scolastico, educativo, nelle pubbliche amministrazioni PA, in ambito accademico e in quello professionale. Questo documento tiene conto della pluralità e della specificità dei contenuti della IL incoraggiando le comunità professionali a produrre e condividere documenti più specifici.
7. Manifesto come documento aperto e non prescrittivo
Questo documento suggerisce delle possibilità e delle opportunità per impostare e progettare attività di formazione e sensibilizzazione incentrate sull'IL.
In questo senso può essere utilizzato come un kit / catalogo modulare e ampliabile di attività e proposte da realizzare - e non come elenco prescrittivo di competenze da insegnare / verificare / traguardare.
Questo documento è consapevolmente non-prescrittivo e fa propria la necessità di superare le prospettive comportamentiste di mero sviluppo di competenze e information skill abilità informative proprie di alcuni precedenti modelli.
8. Il ruolo delle biblioteche
Le biblioteche nelle loro differenti tipologie (pubbliche, scolastiche, accademiche, nazionali, di ente locale…) facilitano l'accesso all'informazione e alla conoscenza e migliorano le comunità in cui operano offrendo supporto e strumenti di responsabilizzazione e autodeterminazione [empowerment].
In questo quadro sono luoghi deputati ma non esclusivi per attività e buone pratiche di IL. Esse, partendo dalle loro collezioni, dai loro servizi e attività, dalle competenze specifiche dei bibliotecari e dalle esigenze espresse dalle comunità servite possono promuovere in modo efficace una cultura dell'IL e organizzare attività volte a far acquisire promuovere consapevolezza degli equilibri dell'ecosistema informativo a cui tutti partecipiamo.
9. Che fare
In questa sezione si propongono alcuni temi/focus che, alla luce di quanto sopra esposto, possono essere oggetto di iniziative di Information Literacy.
Per “iniziative di Information Literacy” non si intendono solo:
• corsi di formazione frontali
ma un ventaglio più ampio e articolato di attività, come la realizzazione di:
• compilazione di tutorial ad accesso aperto e rilasciati con licenze aperte;
• attività formative blended;
• focus group, seminari, laboratori, conversazioni; [il focus group si basa sulla conversazione, così come anche gli incontri ecc.]
• incontri, dibattiti pubblici, conferenze con esperti/e;
• iniziative attività di sensibilizzazione come presentazioni di libri o documenti.
10. Dall'advocacy al partenariato attivo: aprirsi alle comunità diffuse dei lavoratori dell'informazione
I bibliotecari possono aggiungere alle attività di advocacy per l'IL attività di partenariato attivo per realizzare e co-progettare iniziative di IL coerenti con i destinatari delle azioni e il contesto di intervento.
Oltre ai partenariati già attivi con:
• AGID (Agenzia per l’Italia Digitale)
• Commissione “Biblioteche e didattica” della Commissione Biblioteche della CRUI
• AIB DFP Documentazione di fonte pubblica
• MAB (coordinamento Musei - Archivi - Biblioteche)
il gruppo di lavoro nazionale IL invita i bibliotecari a fare rete e a stringere alleanze locali e decentrate con realtà esterne quali:
• Scuole e Distretti scolastici
• Centri per l'impiego
• Centri di Documentazione Europea e InfoDirect
• Strutture informali come luoghi di co-working o di sharing economy orientati alla formazione e alla creazione di conoscenza
• Spin-off
• Editori
• Librai [tante librerie organizzano incontri e laboratori!]
• Fondazioni e organizzazioni non-profit dedite alla promozione sociale e culturale
• Associazioni del terzo settore dedite alla promozione sociale e culturale con focus operativi coerenti agli obiettivi di iniziative di IL
• Aziende con focus operativi coerenti agli obiettivi di iniziative di IL
In ambito accademico:
• Commissioni orientamento
• Commissioni dei corsi di studio e commissioni paritetiche
• Dipartimenti
• Areee della didattica
• Uffici tutoraggio
11. Iniziative di Information Literacy: focus, contenuti, destinatari prioritari e obiettivi
I temi/focus proposti non sono né esaustivi né prescrittivi e possono essere sia segmentati in sotto-temi, sia mixati miscelati e assemblati in macro-temi più estesi.
Per ciascuno dei focus/temi proposti si indicano destinatari preferenziali (ma non esclusivi).
Lo schema che segue ha per finalità indicare/proporre, in modo ampio, alcuni temi/focus che possono generare iniziative pertinenti nel quadro dell'IL.
Gi obiettivi indicati in ogni singolo focus, coerentemente alle premesse di questo Manifesto non si riferiscono alla sola acquisizione e/o al mero sviluppo di competenze e information skill abilità informative quanto piuttosto al miglioramento della conoscenza e della consapevolezza / conoscenza relativa ad alcuni aspetti dell'ecosistema informativo per sviluppare spirito critico e creare nuova conoscenza.
I temi sono elencati in ordine casuale e non strutturato.
• TEMA: l'ecosistema informativo contemporaneo. Attori e posta in gioco
contenuti proposti: i grandi dealer dell'informazione; l'informazione nella catena del valore; gli attori; la posta in gioco: privacy e copyright in un contesto globalizzato
destinatari preferenziali: tutti (con diversi livelli di complessità nella trattazione)
obiettivi delle iniziative: migliorare la consapevolezza su scenari e prospettive dell'informazione in un contesto globalizzato.
• TEMA: esprimersi in rete in modo etico e responsabile
contenuti proposti: funzionamento di base dei network sociali; come registrarsi (privacy: vedi anche tema “gestire in modo consapevole le informazioni personali rilasciate online”); come esporre/esprimere i propri contenuti anche di carattere scientifico, come interagire con gli altri, come migliorare la qualità della propria presenza in rete
destinatari preferenziali: giovani adulti (con taglio diverso: educatori)
obiettivi delle iniziative: migliorare la consapevolezza sull'uso etico e corretto dei media sociali. Riconoscere che media sociali differenti possono essere usati in contesti differenti; gestire in modo safe la propria presenza in rete; saper riconoscere, prevenire e ridurre l'impatto di cyberbullismo e hate speech.
• TEMA: gestire in modo consapevole la propria identità e le informazioni personali rilasciate in rete online (cd. “impronta digitale”)
contenuti proposti: la gestione dell'identità online propria e il rispetto di quella altrui; privacy propria e altrui in ambiente digitale; dati personali e dati sensibili; come registrarsi nei media sociali, quali contenuti condividere e come
destinatari preferenziali: giovani adulti
obiettivi delle iniziative: ciascuno di noi attraverso la propria attività online e la partecipazione a conversazioni sociali rilascia un'“impronta digitale”. Obiettivo delle iniziative è migliorare la consapevolezza su temi legati alla gestione della propria identità online e alla privacy propria e altrui in ambiente digitale.
• TEMA: utilizzare i motori di ricerca per informarsi e documentarsi
contenuti proposti: funzionamento dei motori di ricerca, bias errori nei risultati ottenuti, analisi critica dei risultati, strategie di ricerca
destinatari preferenziali: tutti (con diversi livelli di complessità nella trattazione)
obiettivi delle iniziative: migliorare la consapevolezza su potenzialità e limiti dei motori di ricerca come fonte di informazione.
• TEMA: utilizzare Wikipedia per informarsi e documentarsi
contenuti proposti: storia e funzionamento di Wikipedia, bias errori nei risultati ottenuti, possibilità di migliorare i contenuti dell'enciclopedia o crearne nuovi, il punto di vista neutrale, le licenze libere, la verificabilità delle informazioni. Come citare Wikipedia
destinatari preferenziali: tutti (con diversi livelli di complessità nella trattazione)
obiettivi delle iniziative: migliorare la consapevolezza su potenzialità e limiti di Wikipedia come fonte di informazione. Favorire una fruizione attiva dello strumento attraverso il miglioramento delle singole voci e l'interazione costruttiva con la comunità dei redattori.
• TEMA: utilizzare le fonti aperte per informarsi e documentarsi
contenuti proposti: Google Books: limiti e potenzialità; Internet Archive, Progetto Gutenberg, archivi aperti istituzionali e disciplinari, documentazione di fonte pubblica, Opac, Contenuti editoriali aperti (Treccani, Europeana, Internet Culturale…)
destinatari preferenziali: giovani adulti, studenti dell'istruzione superiore e universitaria
obiettivi delle iniziative: migliorare la conoscenza delle informazioni di qualità gratuitamente disponibili in internet. Favorirne e facilitarne la fruizione e l'utilizzo.
• TEMA: utilizzare fonti specialistiche per informarsi e documentarsi
contenuti proposti: banche dati e fonti documentali altamente specialistiche aperte o chiuse (vedi anche tema: “conoscere le fonti informative appropriate per la propria area disciplinare”). Utilizzo dei servizi di “alerting” (segnalazione novità), dei differenti RMS (sciogliere: Reference Management Software), dei media sociali appropriati per l’aggiornamento
destinatari preferenziali: studenti universitari, bibliotecari universitari e di ricerca, professionisti
obiettivi delle iniziative: migliorare la conoscenza e l'utilizzo delle fonti documentali libere o sottoscritte su base istituzionale. Redigere e presentare delle efficaci e esaustive analisi della letteratura scientifica e professionale (literature review) su un tema dato.
• TEMA: valutare criticamente l'informazione
contenuti proposti: contestualizzazione delle fonti documentali, criteri di valutazione delle fonti, valutazione dell'autorevolezza in base ai propri bisogni informativi, tecniche di verifica dei dati (Fact checking)
destinatari preferenziali: tutti (con diversi livelli di complessità nella trattazione)
obiettivi delle iniziative: migliorare la consapevolezza rispetto alla qualità e all'appropriatezza dell'informazione in base ai propri bisogni, usare in modo appropriato criteri di qualità per valutare l'informazione da ogni fonte e determinarne autorevolezza e bias. Focalizzare l'informazione più rilevante tra diverse fonti informative. Essere consapevoli, individuare e riconoscere i fenomeni di falso in Internet (bufale, fattoidi fatti irreali, opinioni, manipolazioni).
• TEMA: utilizzare eticamente l'informazione
contenuti proposti: il valore dell'informazione e il corretto riconoscimento del lavoro altrui, differenti tipologie di copyright, tecniche corrette di citazione del lavoro altrui, come evitare il plagio, come impiegare strumenti di valutazione automatici (software antiplagio), tutelare in modo modulare e appropriato i propri contenuti
destinatari preferenziali: giovani adulti, studenti dell'istruzione media e universitaria
obiettivi delle iniziative: migliorare la consapevolezza sul rispetto della proprietà intellettuale, citare e valorizzare il lavoro altrui in modo corretto, utilizzare licenze appropriate per diffondere e valorizzare il proprio lavoro (es. Licenze CC), riconoscere ed evitare il plagio.
• TEMA: prevenire e gestire il sovraccarico informativo (“information overload”)
contenuti proposti: Strumenti e tecniche per filtrare, aggregare, organizzare, archiviare e gestire il flusso di informazioni online. Bookmarking (strumenti e piattaforme per salvare pagine web); distinguere tra sistemi differenti di gestione di informazione: strumenti di social bookmarking; sistemi efficaci di archiviazione digitale per il lavoro individuale
destinatari preferenziali: studenti dell'istruzione superiore e universitaria
obiettivi delle iniziative: l'esposizione all'infosfera informativa può generare sovraccarico, ovvero la percezione di essere sommersi da troppa informazione, con conseguente declino delle capacità di operare selezioni efficaci dei contenuti. Migliorare la consapevolezza sulle tecniche/attività di prevenzione e gestione del sovraccarico attraverso l'uso appropriato di filtri e modalità di archiviazione.
• TEMA: la ricerca documentale come indagine strutturata
contenuti proposti: tecniche di ricerca documentale e recupero di informazione, la ricerca come processo iterativo guidato, formulazione del focus, della domanda di ricerca, individuazione delle parole chiave, strategie di interrogazione, raccolta dei documenti, valutazione del processo di ricerca
destinatari preferenziali: studenti dell'istruzione secondaria superiore e universitaria
obiettivi delle iniziative: migliorare la consapevolezza rispetto alla complessità delle tecniche e delle fasi che compongono il processo di ricerca documentale.
• TEMA: condividere e generare in modo collaborativo e efficace contenuti e informazioni
contenuti proposti: strumenti e tool per condividere e scambiare contenuti digitali: uso corretto della posta elettronica (formulazione oggetto, firma signature, allegati), citazione corretta degli URL url, uso di strumenti per l'archiviazione condivisa (es. Google Drive, Dropbox) uso di strumenti per la redazione condivisa (Google Docs, pbworks, wiki), distinzione tra strumenti informali e formali nello scambio dei contenuti informativi
destinatari preferenziali: studenti dell'istruzione superiore e universitaria (e con focus differente: professionisti)
obiettivi delle iniziative: migliorare la consapevolezza rispetto agli strumenti e alle tecniche che facilitano il lavoro collaborativo in rete.
• TEMA: conoscere le fonti informative appropriate per la propria area disciplinare
contenuti proposti: fonti informative autorevoli in uso in specifici ambiti disciplinari o professionali (es.: database, aggregatori, editori accademici o collane editoriali, riviste professionali, archivi aperti, letteratura grigia o brevettuale, repertori); sistemi di classificazione, stili e pratiche nella comunicazione scientifica in specifici ambiti disciplinari o professionali; Istituzioni di riferimento, Comunità di pratica e “Think tank” (serbatoi di pensiero, incubatori di idee)
destinatari preferenziali: studenti dell'istruzione superiore e universitaria, professionisti
obiettivi delle iniziative: migliorare la consapevolezza su modalità e canali specifici / peculiari nella produzione di informazione e nella comunicazione scientifica in uno specifico ambito disciplinare.
• TEMA: migliorare l'impatto della comunicazione scientifica prodotta come autore
contenuti proposti: le strutture e le regole della comunicazione scientifica in generale. Bibliometria classica e metriche alternative; autoarchiviazione dell'attività scientifica e tematiche dell'Accesso aperto; gestire efficacemente i diritti delle proprie opere; le reti accademiche di comunicazione: profili ORCID, profili Google Scholar, nuovi social network accademici (Research Gate, Academia.edu), abstracting e indicizzazione semantica dei propri contributi
destinatari preferenziali: studenti universitari del secondo ciclo, dottorandi, ricercatori ambito accademico.
obiettivi delle iniziative: migliorare la consapevolezza sui meccanismi della comunicazione scientifica e sulle opportunità della green road dell'Open Access. Partecipare in modo costruttivo e utile al networking [alla collaborazione in rete?] delle reti di scambio accademiche.
• TEMA: usare in modo consapevole e informato i dispositivi mobili e le App
contenuti proposti: l'informazione digitale si fruisce attraverso diversi dispositivi (tablet, ebook reader, smartphone). Il particolare le APP costituiscono strumenti specifici per il rilascio di informazioni. Le APP App presentano vantaggi e limiti e prevedono modalità specifiche di funzionamento/installazione/uso
destinatari preferenziali: tutti (con diversi livelli di complessità nella trattazione)
obiettivi delle iniziative: migliorare la consapevolezza e la padronanza nell'utilizzo dei dispositivi mobili ottimizzandone l'utilizzo e conoscendone i componenti e gli usi tecnologici. Comprendere gli obiettivi e le finalità delle APP App che si utilizzano per comunicare o ottenere contenuti o servizi. Tutelare la propria privacy e quella altrui nel contesto dei servizi mobile.
• TEMA: l'organizzazione semantica nel mondo delle biblioteche e oltre
contenuti proposti: essere consapevoli dell'importanza degli strumenti di indicizzazione semantica nei cataloghi e nelle banche dati bibliografiche (thesauri, classificazioni, soggetti) e al di fuori delle biblioteche; essere consapevoli dell'utilità di produrre indicizzazione semantica per i propri scritti
destinatari preferenziali: giovani adulti, studenti
obiettivi delle iniziative: individuare l'indicizzazione semantica delle risorse informative quando esistente, comprendere l'importanza di saper indicizzare semanticamente e organizzare i propri contributi.
• TEMA: Software citazionali (Reference Management Software)
contenuti proposti: La gestione e la citazione dei documenti della propria ricerca è resa più semplice e precisa attraverso software citazionali, la comprensione dell’adeguatezza degli stili citazionali migliora la presentazione del proprio lavoro di ricerca.
destinatari preferenziali: studenti universitari
obiettivi delle iniziative: comprendere l'importanza di saper gestire automaticamente le citazioni bibliografiche.

Pagina del manifesto

Footnotes —> Riferimenti

da Luisa MARQUARDT (ospite), 01 Nov 2016 16:51
Enrica Manenti (ospite) 31 Oct 2016 19:51
in discussione Hidden / Per page discussions » Manifesto per l'Information Literacy

Le osservazioni fatte in particolare da De Veris mi sembrano condivisibili assolutamente. Enrica Manenti.

da Enrica Manenti (ospite), 31 Oct 2016 19:51

grazie per il lavoro svolto. Alcune osservazioni che spero siano utiili
Punto 6 - Pluralità degli attori in gioco
metterei in evidenza che le categorie /etichette che usiamo per gli attori non sono rigide e univoche: un* bibliotecari* può essere mediatore, autore, editore… così come un autore può essere editore, e così via.
Punto 8
le biblioteche prevalentemente facilitano l'accesso all'informazione ma possono produrla, pubblicarla, validarla, ecc. (vedi punto 6)
Punto 10
il gruppo di lavoro.. invita i bibliotecari a fare rete… con realtà esterne quali:
- strutture del proprio ente di appartenenza che operano direttamente o indirettamente in ambito IL (l'esperienza di IN VITRO insegna che la promozioen delal lettura non avvien esolo in biblioteca ma nei servizi sanitari, educativi, sociali… così come i sistemi informatici e gli uffici comunicazione dei comuni spesso 'scoprono con sorpresa ' l'attività delle biblioteche che operano nelo loro ambito di competenza…)
- redazioni, ordini e associazioni professionali (vedi COLAP)

TEMA PREVENIRE E GESTIRE
aggiungiamo gli ordini e le associazioni professionali, in particolare ordine dei giornalisti, con cui occorrerebbe lavorare anche nell'ambito della formazione / aggiornamento professionale dei giornalisti… come ci hanno proposto più volte

Gabriele De Veris

proposte sul Manifesto da gdeverisgdeveris, 31 Oct 2016 12:57
serena sangiorgi (ospite) 20 Oct 2016 11:15
in discussione Hidden / Per page discussions » Manifesto per l'Information Literacy

La questione è di fondamentale importanza. In questi giorni ho letto perfino questo: la-scuola-deve-ricominciare-ad-essere-difficile (cercate il link, qui non posso metterlo) il che significa che la PAIDEIA sta tornando di moda (ho fatto il classico, certe cose non le dimentico più). Information Literacy è parte di questa paideia moderna, e il ruolo dei bibliotecari esce evidente. La difficoltà è riuscire a creare questi spazi e queste continuità necessarie agli utenti per capirne l'importanza, assimilare i contenuti e farne un punto di riferimento. Voglio dire che non basterebbe una edizione di un corso, si deve pensare a ripetizioni "in eterno", proprio tipo scuola: dove ogni anno c'è una prima… almeno fino a che non finiscono gli scolari ma quello è un altro problema.

da serena sangiorgi (ospite), 20 Oct 2016 11:15
laura testoni (ospite) 22 Dec 2015 06:52
in discussione Hidden / Per page discussions » Direttiva AIB sulla formazione continua

Mi scuso per il ritardo nell'osservazione — questo mio intervento puo' essere rimosso dagli amministratori in quanto fuori tempo massimo —-

Ridi ha ragione quando scrive che la norma UNI va resa in qualche modo consultabile negoziando con UNI una convenzione o qualcosa

RIGA 20— "l'iscrizione nell'elenco degli Associati attesta il possesso delle competenze professionali e degli standard di qualità definiti da AIB"
A parte il codice etico non mi e' chiaro quali siano gli "standard di qualita definiti da AIB'" se non quelli definiti da UNI (e non da AIB).
Per standard io ho in mente quelli prodotti da Ifla, Ala e tradotti da Aib ovvero documenti prescrittivi strutturati in relazione all'erogazione di servizi specifici di carattere bibliotecario (esempio: linee guida sul reference, sulle biblioteche per ragazzi, sulla biblioteca digitale ecc)
Laura testoni
Socio AIB Liguria

da laura testoni (ospite), 22 Dec 2015 06:52
patrizia luperi (ospite) 17 Dec 2015 12:20
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Anche io ritengo che il testo sia abbastanza oscuro e poco scorrevole

Inoltre mi sembra che non ci sia un'effettiva corrispondenza tra l'organizzazione di attività a distanza, per le quali i progettisti indicheranno il numero di cf per ogni singolo percorso formativo ( 1 credito o 2 o 3) e la decisione che "l'ammontare del numero di crediti necessario per richiedere il rinnovo dell'attestazione è stato definito, nella fase di start up,pari a 1 credito, corrispondente a 25 ore…", come recita il capoverso primo della parte dedicata ai Crediti formativi

Praticamente i soci, dopo aver fatto qualche corso sulla piattaforma, acquisiranno crediti necessari per tutto l'anno e anche per il tiennio successivo, per il quale si richiede solamente 3 cf!!

da patrizia luperi (ospite), 17 Dec 2015 12:20
Riccardo Ridi (ospite) 17 Dec 2015 08:39
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1) Temo che modalità e contenuti dell'aggiornamento (e soprattutto della relativa certificazione) richiesto agli associati siano (purtroppo) eccessivi rispetto all'attuale realtà della professione nel nostro paese (penso soprattutto ai criteri per assunzioni e promozioni, alle retribuzioni, al tempo disponibile per la formazione), col probabile risultato di ridurre il numero degli associati stessi invece che di innalzare le competenze professionali dei bibliotecari.

2) Vista l'importanza della norma UNI 11535 per guidare e certificare il proprio percorso formativo bisognerebbe trovare il modo di renderla liberamente consultabile da tutti gli associati.

3) Nella "Tabella di corrispondenze Aree formative AIB e Aree di attività Norma UNI 11535" mi pare che manchi la deontologia professionale, forse abbinabile (ma non assimilabile) alla legislazione nell'unità 7. Proporrei cioè di denominare "Legislazione e deontologia" l'unità 7.

4) Nella medesima tabella mi pare mal strutturata e mal denominata l'unità 6, che da una parte unifica due attività che invece nella norma UNI (e nella realtà) sono completamente indipendenti fra loro e dall'altra assegna a tale strano miscuglio una denominazione del tutto inappropriata ("Biblioteca 2.0"), che allude solo a uno dei tanti tipi di "sistemi informativi" e a uno dei tanti oggetti di studio della biblioteconomia. Proporrei quindi di scomporre l'unità 6 in due distinte unità, denominate rispettivamente "Strumenti informatici" e "Biblioteconomia".

Riccardo Ridi
Professore associato di biblioteconomia
Università Ca' Foscari di Venezia

da Riccardo Ridi (ospite), 17 Dec 2015 08:39

Pur non entrando in specifico nell'analisi del testo, né sui tecnicismi lessicali (ad es. stakeholder - un anglista *capirebbe*) - direi che il testo proposto si presenta complessivamente ben strutturato, equilibrato nelle sezioni, avente un numero di punti essenziali - ma esplicitati in modo esauriente rispetto al contesto.
A mio avviso, Nulla Osta.

La Socia_Amica AIB Veneto
Fiorella Casonato
(WIKI_friendly_64015)

Loredana Colecchia (ospite) 14 Dec 2015 10:47
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Mi associo con quanto indicato da altri colleghi, in specie sulla farraginosità e ridondanza del documento.

A mio parere i termini "fase iniziale di start up" possono essere ridotti ad unum giacchè per start up qui si intende la fase di avvio..

La volontà è sempre personale.. per cui eliminerei dove presente il termine personale

eliminerei il commento sul diventare un facilitatore (magari da riposizionare in nota).

le versioni stampabili degli allegati sono solo parzialmente stampabili.

Loredana Colecchia socio AIB Lazio

da Loredana Colecchia (ospite), 14 Dec 2015 10:47
Stefania Puccini (ospite) 13 Dec 2015 17:40
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Anche io, come Raffaele Tarantino, penso che sarebbe opportuno pubblicare, contestualmente alla presente Direttiva, le “Linee guida per la formazione continua dell’AIB” fra gli allegati disponibili.

Sono d'accordo con le riflessioni di Andrea Marcon e Laura Testoni.

Stefania Puccini socia AIB Toscana

da Stefania Puccini (ospite), 13 Dec 2015 17:40
laura testoni (ospite) 12 Dec 2015 12:32
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Mi lascia pesonalmente perplessa il fatto che cariche e incarichi AIB diano luogo di per se stesse, se ho ben compreso, a "carichi di lavoro" computabili nel portfolio come apprendimento informale di carattere biblioteconomico.

Chiunque ha partecipato ad attivita' associative AIB sa che fare parte di un CER, ad es, significa "organizzare eventi" (incontri convegni presentazioni corsi), organizzare il tesseramento, fare conteggi ecc. ma non so quanto cio' abbia a che fare con le discipline LIS in senso stretto.

Certo, gli skill organizzativi che si dovrebbero apprendere lavorando in un organismo collegiale sono importanti per la professione, ma l'approccio corretto e' a mio avviso ammettere che la biblioteconomia deve guardare oltre se' stessa verso altri saperi. Il che non significa "annetterli" a un portfolio formativo che si vuole "biblioteconomico" come la direttiva, se ho ben compreso, propone.

Non sfugge che la scelta presente in direttiva puo' essere una "leva" legittima per promuovere (e in qualche modo "riconoscere") l'impegno dei soci negli organi associativi (impegno sempre piu' raro e prezioso) ma non mi sembra opzione molto rigorosa dal punto di vista delle politiche formative.

Se ho ben compreso.
Laura Testoni socio aib liguria

da laura testoni (ospite), 12 Dec 2015 12:32
Raffaele Tarantino (ospite) 12 Dec 2015 09:57
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Premessa
Sarebbe opportuno pubblicare, contestualmente alla presente Direttiva, le “Linee guida per la formazione continua dell’AIB” (già caricate in bozza su AIB-WEB, in attesa di verifica di OF).
Sono d'accordo con le riflessioni di Andrea Marcon e Laura Testoni.
Nota 2: La Legge n. 4 è del 14 gennaio 2013 e non del 26 gennaio (giorno di pubblicazione sulla G.U.)

da Raffaele Tarantino (ospite), 12 Dec 2015 09:57
laura testoni (ospite) 11 Dec 2015 17:22
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mi permetto di segnalare che e' un testo molto farraginoso che richiederebbe più semplicita e chiarezza, sicuramente nella parte iniziale.

RIGA 10 "L’attenzione alla formazione continua è parte integrante dell’advocacy delle biblioteche e deve essere confermata dalla valorizzazione in senso ampio della professione e della sua attestazione"
SOSTITUIREI CON
Lo statuto indica nella formazione continua la condizione per l'attestazione del profilo professionale di bibliotecario.
La formazione è altresì parte integrante dell'advocacy delle biblioteche.
laura testoni moc.liamg|tset.arual#moc.liamg|tset.arual socia aib liguria

da laura testoni (ospite), 11 Dec 2015 17:22
laura testoni (ospite) 11 Dec 2015 17:03
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RIGA 8 "ma si rafforza la professione, il suo riconoscimento anche a livello lavorativo e sociale, migliorando le prestazioni di lavoro professionale dei bibliotecari, si rende più facile l’innovazione e il riconoscimento del ruolo delle biblioteche.

SOSTITUIREI e SINTETIZZEREI COME SEGUE
ma si rafforza la professione e si consolida il posizionamento delle biblioteche e l'innovazione dei servizi erogati.

A margine: il termine "prestazioni" nei confronti del lavoro dipendente e' inesatta (il mio contratto non prevede "prestazioni") ma anche nei confronti del lavoro autonomo mi sembra quantomeno desueta e riduttiva.

da laura testoni (ospite), 11 Dec 2015 17:03
laura testoni (ospite) 11 Dec 2015 16:49
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RIGA 7 "in un’ottica di sviluppo sostenibile di carattere generale" lo sviluppo sostenibile è un concetto che, in questo contesto, o si articola (lo sviluppo dell'associazione? dei bibliotecari? sostenibile in che senso? Per le strutture associative? boh) o si omette. Se tu scrivi "sviluppo sostenibile" in relazione ad un progetto urbanistico, ad un sistema di trasporto, ad una scelta logistica o industriale allora non devi spiegare perche IN QUEL CONTESTO il significato e' evidente. Laura testoni - aib liguria

da laura testoni (ospite), 11 Dec 2015 16:49
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